| |
Edizione
1963-1983
Tutti i grandissimi dell’atletica passano per Torino.
2 Giugno: è una data importante per
l’Atletica a Torino. E’ stata per anni quella dell’appuntamento
con il Meeting. Nasce nel 1963 l’avventura
organizzativa del CUS; non è proprio il 2, ma si tratta
dell’8 e 9 di quel caldo mese e si parte subito alla grande
chiamandola “Preolimpica”. E di Olimpici, anzi Olimpionici,
ecco il Torinese Livio Berruti fare suoi, e non poteva essere
diversamente, i 200. Vince Preatoni i 100 e si fa vedere il
giovane Eddy Ottoz, mentre Antonio Ambu domina la scena del
fondo.
L’anno dopo la data è quella giusta, ed anche il
nome “meeting universitario”; brillano gli ostacolisti
Cornacchia, Mazza, Ottoz e Frinolli, si scopre il giavellottista
Rodeghiero e la Francia preannuncia la sua scuola dell’asta
con D’Encausse.
Nel ’65 si propone un triangolare Italia-Francia-URSS.
Maria Vittoria Trio gioca in casa e atterra nel lungo a 6,26:
record italiano; tra gli uomini il Principe Igor. Ter Ovanesian
fa 7,70 sotto la pioggia. Tamara Press domina i lanci da par
suo e Roger Bambuck precede Berruti sui 100: stesso tempo per
entrambi.
Trascorre un anno ed ecco all’opera il fenomeno Dionisi
migliorare, lui diciannovenne, il record dell’asta. Preannunciano
il titolo europeo Ottoz e Frinolli ed il record mondiale Carlo
Lievore. La russa Schelkanova vince il lungo donne, ma è
un caso di confusione ormonale.
I russi di scena, assai limitatamente, nel 1967
con il superamento di due muri: Ter Ovanesian oltre gli otto
metri (8, 01) e Bliznyetsov sopra i cinque con l’asta.
Ottoz eguaglia il proprio record a 13”6 mentre Berruti
conclude la sua storia con il meeting vincendo i 200.
Eddy si migliora per un decimo l’anno successivo, anche
Renè Dionisi passa i 5 metri, ma si deve inchinare e
Bliznyetsov. Gran mezzofondo con Zhelobovskiy su Del Buono e
Ares, e Neu supera i 60 metri nel disco.
Due giornate dura il Meeting nel ’69,
quasi una prova generale per le Universiadi; Arese sente il
clima e batte Zhelobovskiy, Pippo Cindolo fa suoi i 5.000, mentre
Ottoz è preceduto da Davenport e Dionisi da Bob Seagren,
tutti con misure eccellenti. Si vede per la prima volta Borzov
e la Kirszenstein prende parte a tre gare, Paola Pigni vince
gli 800.
Si passa al 1971 poiché le Universiadi
hanno occupato la scena estiva l’anno precedente. Borzov
vince i 100, Ter Ovanesian il lungo e l’altro russo Sanayev
precede ancora Beppe Gentile come al Messico. Si presenta Pietro
Paolo Mennea, vincitore dei 200.
Mezzofondo azzurro con Del Buono (800), Arese (1.500) e Cindolo
(5.000). Liani non fa rimpiangere Ottoz e Simeon sfiora i 60
metri.
Paola Pigni protagonista nel ’72 a suon
di record davanti a nientemeno che la Kazankina; primato anche
per la 4x100 femminile (Grassano, Nappi, Orselli e Molinari)
e per Mennea che eguaglia Ottolina. Grande triplo con Drehmel
e Corbu, grande asta con Isaksonn e Dionisi, gran mezzofondo
con Ivanov ed Arese, grandi ostacoli con Drut e poi due stelle:
Sara Simeoni e il cussino “March” Fiasconaro.
La Pigni supera ancora la Kazankina nel ’73.
Piove, Crawford si deve accontentare di 10”2, Mennea di
20”4 e Drut di 13”6. Pescoe batte John Akii-Bua
e Fiasconaro preannuncia il mondiale sugli 800 vincendo in 45”29
i 400. Il mezzofondo è sempre italiano con Fontanella
(800), Arese (1500) e Del Buono (5000) davanti a Fava.
Niente l’anno successivo e si balza al 1975
con due manifestazioni a distanza di un mese. Nel primo meeting
si fanno notare Debenedetti sui 200 e Buttari sugli ostacoli
alti; Arese perde lo sprint e, sempre in volata, la Gargano
supera la Cruciata nei 3000. A luglio Steve Williams fa due
volte 102, Silvio Leonard 20”6 e el caballo Juantorena
scende a 44”7; sotto gli occhi del futuro re una grande
gara di 800 metri con Wohlhuter su Boit. Festa per gli “all
blacks” John Walker e Rod Dixon, quest’ultimo nei
5000 ha la meglio su Puttemans e Shorter. Gli ostacoli mettono
in bella vista il cubano Casanas e gli americani Bolding e Mann,
mentre il loro connazionale Dwight Stones dà spettacolo
nell’alto e, sempre USA sono il peso con Woods e Fenerbach,
stessa misura, ed il disco di Powell.
Franco Arese chiude con l’atletica vincendo i 1500 nell’edizione
del ’76, e sulla stessa distanza si fa luce Gabriella
Dorio. In chiave azzurra brillano Sara Simeoni, Rita Bottiglieri
al primato nei 400 e Carlo Grippo primo negli 800. Haseley Crawford
da Trinidad fa 10”1, e poi vincerà le Olimpiadi,
e lo jugoslavo Stekic supera per cinque volte gli otto metri
controvento. Bene anche i polacchi Pusty (13”5 sugli ostacoli)
e Bielczyk che sfiora gli 83 metri con il suo giavellotto.
Dal 1977 cronometraggio automatico: Riddick
10”43 sui 100, ma soprattutto Pietro Mennea 20”40
nella distanza doppia. Record e vittoria sugli ostacoli per
la Bottiglieri: 57”35, ed alle ultime apparizioni Dionisi
dietro Jessee.
A Torino si rivede Alberto Juantorena con gli altri cubani nel
1978: facili gli 800 per lui come per Leonard
i 100; a livello femminile sempre Cuba con Chivas (100) e Penton
(400). Spettacolari i 5000 con Zarcone che precede il futuro
campione europeo Venanzio Ortis e il neozelandese Dixon. Mennea,
Simeoni e Dorio le altre affermazioni italiane.
Nel ’79 il Meeting non si disputa perchè
è in programma il quadrangolare Italia-Polonia-Canada-Kenia,
e l’anno successivo ci si rifà la bocca e gli occhi
con la presenza di tal Sebastian Coe che vince alla grande gli
800 e poco dopo trionferà a Mosca nei 1500. Preludio
olimpico anche per il russo Markin, primo nei 400. Per noi la
solita Sara Simeoni avvicina i due metri e supera la Meyfarth
e la Matay, fra i maschi Borghi eguaglia Fields e Kunzevic.
Siamo al 1981 e vediamo una parata di giovani
azzurri di belle speranze: Pavoni vince i 100, Mei è
terzo nei 1500, l’altro junior Antibo domina i 5000 e
Marisa Masullo è prima anche lei nei 100. La Dorio non
si smentisce e precede la quotata russa Smolka nei 1500, mentre
un non più giovane Rod Milburn vince gli ostacoli.
Quello dell''82 è l’ultimo Meeting
per Sara Simeoni, ancora una volta al successo. Brilla Alberto
Cova, futuro protagonista mondiale, battendo sui 5000 il grande
Kip Rono; poco dietro ecco Panetta.
La sequenza degli appuntamenti di giugno con l’Atletica
si va a chiudere nel 1983 con il triangolare
Italia –Germania Ovest- Polonia corredato da gare di contorno.
Ma si vuole lasciare il segno e quindi viene allestita una sfida
al record, quello delle due miglia, con protagonista il fenomenale
marocchino Said Aouita, che non tradisce l’attesa.
Trascorrono dodici anni ed il “2 Giugno” rinasce,
per iniziativa del vulcanico Riccardo D’Elicio, con il
nome di “Meeting Internazionale Città di Torino”.
Siamo al 2 giugno 1995.
|